20 Agosto 2026

Che fine ha fatto Tony Randine, il “modello di Versagh” diventato un mito grazie alle Iene

By admin

Ci sono personaggi che lavorano per anni prima di conquistare un minimo di notorietà. E poi c’è Tony Randine, al quale bastarono un microfono, una festa romana e un Enrico Lucci ancora giovanissimo per diventare una piccola leggenda della televisione italiana.

Accadde ben prima che i social regalassero viralità a palate e trasformassero qualsiasi passante stravagante in un fenomeno da milioni di visualizzazioni. Randine appartiene a un’epoca diversa: quella in cui per diventare un eroe televisivo bisognava essere intercettati dalla persona giusta, finire dentro un servizio abbastanza memorabile e sperare che il pubblico non ti dimenticasse.

Un po’ come il tenente colonnello Filippo Petrucci, dotato di ben due lauree e per questo accreditatissimo nel campo della metereologia, anche Tony Randine è sopravvissuto alla trasmissione che lo aveva scoperto. Anzi, in un certo senso l’ha superata.

L’incontro con Enrico Lucci e la nascita del “modello di Versagh”

Sulla data della sua prima apparizione circola un po’ di confusione. Un vecchio articolo di Dagospia parla del 2003, ma l’archivio ufficiale delle Iene colloca i servizi dedicati a Randine già nel 2001. Il 4 gennaio Enrico Lucci portò a Fedele Confalonieri i saluti del suo presunto amico Tony; il 18 gennaio Fabio Volo lo preparò per un’intervista a Manuela Arcuri; il 5 aprile Lucci tentò invece di farlo entrare al Gilda, durante la presentazione di un libro.

Tutto era cominciato proprio nel giro delle feste romane frequentate da Lucci per i suoi servizi sui vip. Randine si era avvicinato al microfono presentandosi come attore e soprattutto come modello di un’importante casa di moda: “Versagh”, almeno secondo la sua personale pronuncia di Versace.

Non era finita lì. Tony sosteneva di essere un attore di “fiscion”, ovvero di fiction, e di conoscere molto bene Fedele Confalonieri. Il dirigente Mediaset era per lui “l’onorevole Confalonieri” e diventò presto uno dei personaggi ricorrenti del suo racconto, insieme a Silvio Berlusconi e a un mondo dello spettacolo nel quale Randine sembrava considerarsi già perfettamente inserito.

Lucci capì immediatamente di avere trovato qualcosa. Non sappiamo quanto ci fosse di costruito, quanto fosse millanteria e quanto semplice desiderio di entrare in televisione. Probabilmente non era necessario capirlo: Tony funzionava già così, sospeso tra ingenuità, ostinazione e una sicurezza incrollabile nei propri mezzi.

Quando Tony Randine diventò una Iena

Le Iene decisero così di adottarlo. Fabio Volo, allora tra i volti del programma, lo sottopose a un piccolo addestramento per trasformarlo in inviato e gli affidò una missione non esattamente secondaria: intervistare Manuela Arcuri, che all’epoca era uno dei personaggi più cercati dalla televisione italiana.

Randine seguì le indicazioni con una certa disciplina, poi davanti all’attrice dimenticò buona parte dei suggerimenti ricevuti. L’imbarazzo non gli impedì comunque di portare a casa il servizio e tentare persino di ottenere un bacio. D’altronde uno che era stato modello di Versagh non poteva certo tirarsi indietro sul più bello.

Il tentativo di entrare al Gilda ebbe meno successo. Lucci cercò di accreditarlo come collega delle Iene, ma gli addetti all’ingresso non si lasciarono impressionare. Randine rimase fuori, continuando tuttavia a comportarsi come se il problema fosse soltanto un banale disguido organizzativo.

Il programma tornò più volte sul personaggio e Lucci continuò a citarlo anche incontrando personalità lontanissime dal suo mondo. Tony non aveva ottenuto soltanto qualche minuto in televisione: era entrato nel lessico delle Iene degli albori, quando il programma viveva soprattutto di incontri imprevedibili, personaggi fuori formato e servizi assai meno costruiti di quelli arrivati negli anni successivi.

La consacrazione definitiva arrivò nel 2003, quando Enrico Lucci pubblicò per Mondadori il libro Tutto può ancora accadere (aspettando Tony Randine). Randine finì direttamente nel titolo, benché il volume utilizzasse la sua attesa soprattutto come pretesto per raccontare le disavventure e le riflessioni dell’alter ego dell’autore. Non male per uno che, fino a pochi anni prima, cercava semplicemente di farsi intervistare a una festa.

Il ritorno alle Iene nel 2015

Dopo quella fiammata televisiva, Tony Randine continuò a frequentare eventi, concorsi di bellezza e ambienti dello spettacolo romano. Le fotografie raccolte negli anni lo mostrano accanto a Loretta Goggi, Manuela Arcuri e altre personalità, oppure circondato da modelle e partecipanti a serate mondane. Non emerge però una carriera cinematografica o televisiva propriamente detta: il personaggio pubblico era ormai diventato il suo ruolo principale.

Enrico Lucci lo rintracciò nuovamente il 14 maggio 2015, all’interno del servizio Gli indimenticabili delle Iene. Randine era ancora fedele al proprio repertorio e continuava a parlare di Confalonieri e Berlusconi. Non si trattava di un’imitazione stanca confezionata per la rimpatriata: Tony sembrava essere rimasto esattamente Tony, impermeabile al passare degli anni e alla trasformazione della televisione.

Quella del 2015 è anche la sua ultima apparizione televisiva di una certa rilevanza che risulta documentata. Le tracce successive sono limitate. Esiste un profilo LinkedIn intestato a Tony Randine che lo indica come attore a Roma, mentre una pagina Facebook dedicata al “modello di Versagh” continua a raccogliere ricordi e spezzoni dei vecchi servizi. Non risultano invece nuovi programmi, film o attività pubbliche verificabili.

Che fine ha fatto Tony Randine oggi?

Per quanto è possibile ricostruire, Randine vive o ha vissuto a Roma e non sembra avere proseguito una carriera stabile nel mondo dello spettacolo. È rimasto però una celebrità sotterranea, di quelle che periodicamente ricompaiono sui social quando qualcuno recupera un vecchio video e si chiede chi fosse quell’uomo con i capelli nerissimi, l’aria serissima e una rete di conoscenze che sembrava arrivare direttamente ai vertici di Mediaset.

In fondo Tony Randine aveva anticipato di vent’anni una figura oggi comunissima: il personaggio diventato famoso perché vuole disperatamente diventare famoso. Con una differenza non proprio secondaria. Lui non aveva TikTok, Instagram o un ufficio stampa. Aveva soltanto Enrico Lucci davanti e Confalonieri, almeno a sentirlo, a una telefonata di distanza.