Che fine ha fatto il White Guy di “Pretty Fly (for a White Guy)”? Guy Cohen oggi è quasi identico al 1998
Pretty Fly (for a White Guy) non è stata soltanto una hit degli Offspring (primo singolo dell’album Americana, probabilmente quello di maggior successo della band statunitense). Per molti rappresenta una fotografia precisa di un’epoca: MTV accesa tutto il giorno, videoclip che contavano quanto le canzoni e un’ironia pop che oggi sembra appartenere a un altro mondo. A rendere il brano ancora più riconoscibile fu soprattutto lui, il ragazzo protagonista del video: cappellino al contrario, catene, movenze volutamente sopra le righe e quell’aria da ragazzo bianco che cercava disperatamente di sembrare “cool” (e proprio in quanto bianco, tutto sommato, era anche abbastanza cool).
A distanza di oltre venticinque anni ci si potrebbe chiedere: che fine ha fatto il White Guy degli Offspring? La risposta sorprende parecchio, anche perché per Guy Cohen (questo il nome del White Guy) il tempo sembra essersi fermato da tempo. O almeno è questa la sensazione che hanno avuto molti fan vedendolo riapparire sul palco con la band negli ultimi mesi.
Dal video cult del 1998 ai concerti del 2026
Il videoclip di “Pretty Fly (For a White Guy)”, diretto da McG nel 1998, trasformò Guy Cohen in una figura immediatamente riconoscibile della cultura pop di fine anni Novanta. Nel video lo si vede attraversare la città con la sua lowrider, interrompere una sessione di breakdance per improvvisarsi ballerino, finire in piscina durante un party e tornare infine a casa completamente stravolto.
Secondo quanto raccontato in passato da Dexter Holland, gli Offspring avevano inizialmente pensato a Seth Green per il ruolo, ma alla fine optarono per il giovane attore israeliano dopo alcuni provini. Fu una scelta destinata a diventare iconica.
Cohen, nato in Israele nel 1980 e trasferitosi negli Stati Uniti, all’epoca aveva appena iniziato a recitare. In seguito avrebbe preso parte anche a film come Rat Race e ad altri progetti minori, ma il pubblico ha continuato ad associarlo quasi esclusivamente a quel personaggio. E lui, col tempo, ha deciso di abbracciare completamente quella notorietà.
Negli ultimi anni Guy (che caso che questo sia il suo nome) Cohen è infatti riapparso spesso insieme agli Offspring durante alcuni concerti importanti. Già al fianco della band in occasione dell’edizione di Woodstock del 1999, Cohen è apparso durante alcuni degli show più recenti del gruppo, inclusi il Kia Forum del 2025 e diverse date del tour 2026. E lui, che sembra aver fermato il tempo, continua a salire sul palco vestito esattamente come nel videoclip originale, con lo stesso stile del videoclip originale.
“Sembri identico”: la reazione dei fan è univoca
La cosa che colpisce maggiormente, guardando le apparizioni recenti di Cohen, è per l’appunto quanto il tempo sembri aver avuto poco effetto su di lui. Sotto i video pubblicati dagli Offspring e nei commenti dei fan, il tema è praticamente sempre lo stesso: Guy è uguale a 25 anni fa (quasi 30 anni, ad onor del vero) – non è invecchiato, proprio come la canzone di cui è volto.
In un’intervista concessa a Rolling Stone nel maggio 2026, Cohen ha scherzato proprio su questo aspetto, spiegando di non bere, non fumare e di usare ogni giorno crema solare. Ma al di là della battuta, c’è qualcosa di particolare nel rivederlo oggi con gli stessi vestiti, le stesse movenze e la stessa faccia da eterno ragazzo del 1998.
Forse perché quel personaggio rappresenta un periodo preciso della cultura pop. Un tempo in cui i videoclip musicali avevano ancora un peso enorme, internet non dominava la vita quotidiana (appena s’affacciava nelle nostre vite) e MTV riusciva davvero a creare icone globali partendo dai pochi minuti di un videoclip.
Nella stessa intervista, Cohen racconta che durante gli show degli Offspring capita spesso di vedere intere famiglie vestite come il suo personaggio: figli, genitori e persino nonni. Un dettaglio che racconta bene quanto “Pretty Fly” sia riuscita a superare le generazioni.
Che cosa fa oggi Guy Cohen
Oggi Guy Cohen non lavora principalmente come attore. Negli ultimi anni si è dedicato soprattutto al mondo delle dirette streaming e dei contenuti online, usando il nome “I’m Really Important”. Nelle sue trasmissioni parla soprattutto di politica americana, dibattiti e attualità.
Ha anche partecipato a diversi contenuti virali su YouTube, inclusi alcuni dibattiti pubblicati dal canale Jubilee, molto seguito negli Stati Uniti. Un percorso lontano da Hollywood, ma che gli ha permesso di costruirsi una nuova identità pubblica.
Eppure il legame con gli Offspring non si è mai spezzato. Cohen ha raccontato di essere rimasto in contatto con Dexter Holland – il frontman del gruppo – nel corso degli anni e di essere stato richiamato più volte dalla band per eventi speciali e reunion sul palco.
Alla fine è anche questo a rendere la sua storia curiosa. Guy Cohen non è diventato una superstar del cinema né una celebrità onnipresente. Però è riuscito a restare impresso nell’immaginario collettivo grazie a quattro minuti di videoclip usciti nel 1998, in quel confine particolare tra ironia, MTV e cultura pop che ha definito la fine degli anni Novanta.
E rivederlo oggi, praticamente identico a com’era allora, dà quasi l’impressione che quel periodo non sia mai finito del tutto (e ci fa stare un tantinello meglio).