Celebrità televisive

Che fine ha fatto Mauro Serio, dai programmi per ragazzi alle performance attoriali

Chi è Mauro Serio?

Mauro Serio è nato a Taranto il 29 novembre 1960, sotto il segno del Sagittario. Prima di arrivare in televisione costruisce una solida gavetta tra Trieste e dintorni: operette, Shakespeare, musical, danza classica, ruoli da attore e perfino da ballerino. È questo bagaglio teatrale che, come ha raccontato al podcast NEPD – Non è più domenica (dalla cui puntata che inseriamo a fine paragrafo abbiamo tratto alcune delle informazione qui presenti), gli permette poi di affrontare la tv dei ragazzi con una marcia in più.

Nel 1992 esordisce su Telemontecarlo con Amici Mostri, produzione Videa per ragazzi. Qui interpreta il cattivo “Inquinator”: completo a doppio petto di plastica nera, un’ora e mezza di trucco al giorno, capelli sparati e voce caricaturale. Dall’altra parte c’è l’inventore “buono” circondato da una serie di creature fantastiche – Durango, Piantina, la rana e gli altri – ideate dal maestro degli effetti speciali Sergio Stivaletti.

Nel cast c’è anche una giovanissima Alessia Marcuzzi, alla sua prima apparizione televisiva: come ha ricordato a NEPD, aveva appena 19 anni, era già molto seria sul lavoro e di una bellezza “sconcertante”, e non era affatto difficile immaginare un futuro importante per lei nel piccolo schermo. La particolarità di Amici Mostri è che, pur andando in onda su una rete allora considerata “minore”, arriva a sottrarre pubblico a Rai e Mediaset.

Ancora oggi Mauro racconta che, anni dopo, in Rai gli spiegarono come una fetta di ascolto “sparisse” dai due grandi poli: quel pubblico era finito proprio su Telemontecarlo, dove Amici Mostri non era neppure visibile in tutta Italia.

Ha raggiunto la notorietà perché…

La grande popolarità arriva con il passaggio in Rai.

Dopo l’esperienza a Telemontecarlo, Mauro viene chiamato – sempre in un contesto Rai–Disney – per un provino che si trasforma in uno dei programmi cult degli anni ’90: Che fine ha fatto Carmen Sandiego?, in onda la domenica mattina su Rai 2 (programma che ci ha molto ispirato nella creazione del sito e che citiamo qua e là). Il gioco è costruito come una caccia alla ladra Carmen Sandiego, che “ruba” monumenti e simboli nazionali: dalla Tour Eiffel ad altre icone sparse per il mondo.

I ragazzi devono seguirne gli spostamenti rispondendo a domande di geografia e cultura generale, indovinando dove sia diretta e che tappe stia facendo. È televisione dichiaratamente educativa, pensata per i ragazzi delle medie, ma anche molto divertente.

Nel 1994–1995 Mauro approda a Solletico, la nuova Tv dei ragazzi Rai, che si rivelerà l’ultimo grande contenitore pomeridiano per bambini sulla tv generalista. Come ha ricordato a NEPD, si trattava di un vero “varietà del pomeriggio”: cartoni animati, rubriche di cucina, scienza, letteratura, favole, libri, ospiti famosi – da politici a sportivi – e i primi giochi interattivi da casa tramite telefono, compresi quelli di calcio con in studio campioni come Ronaldo o Pirlo.

La chiusura del programma è rimasta nel cuore di tanti: in puntata, racconta a NEPD, concludeva spesso dicendo ai ragazzi: “Adesso è finito Solletico: spegni la tv e accendi un libro, perché lui accenderà la tua fantasia”.

Negli stessi anni conduce due edizioni de Lo Zecchino d’Oro con Cino Tortorella (1995 e 1997) e, nel 1998 e 1999, le ultime due edizioni di Giochi senza frontiere. Proprio quest’ultimo, insieme a Solletico, è uno dei simboli di una Rai che investiva ancora in grandi produzioni originali: come ha spiegato a NEPD, erano programmi con “un centinaio di persone dietro le quinte” e costi importanti, che vengono progressivamente abbandonati con l’arrivo dei format e dei reality importati dall’estero, più economici e facilmente replicabili.

Cosa fa oggi Mauro Serio

Dopo la fine di Solletico e della Tv dei ragazzi sulla Rai generalista, Mauro paga paradossalmente il successo di quel periodo.

A Non è più domenica ha raccontato che, per circa cinque anni, non riusciva neppure a fare i provini: era troppo identificato come “il volto della Tv dei ragazzi” e molti casting lo scartavano in partenza.

In quegli anni riesce comunque a comparire al cinema con Fame chimica, poi pian piano ricomincia a lavorare, soprattutto come attore e voce. Lavora per Disney Channel nella sitcom Fiore e Tinelli (spin-off di Quelli dell’intervallo), uno dei pochi format nati in Italia e poi esportati alla Disney americana.

Parallelamente entra nel mondo del doppiaggio e dello speakeraggio: presta la voce a documentari e programmi come Presa Diretta, trasmissioni di Michele Santoro, contenuti per Rai Storia e Rai Educational, diventando una presenza costante ma spesso “invisibile” dietro le immagini.

Alle partecipazioni già note nelle fiction italiane
– I Cesaroni 2 (2008)
– Ep. 5 La ladra (2010)
– Ep. 4 Un passo dal cielo 2 (2012)
– Nero Wolfe (2012)
– La strada di casa (2017)
– Immaturi – La serie (2018)

si aggiungono lavori più recenti come Blanca, Don Matteo 14 (accanto a Raoul Bova) e la serie Sky Hanno ucciso l’uomo ragno di Sydney Sibilia, dedicata alla storia degli 883. A NEPD lui stesso ha sorriso all’idea: un’icona degli anni ’90 che entra nella serie su altre icone gigantesche degli stessi anni.

Oggi, alla domanda su come si definisca, a Non è più domenica ha risposto in modo molto chiaro: “Sono un attore”. Il teatro resta una delle sue grandi passioni e il luogo dove sente di poter usare al meglio tutte le esperienze accumulate.

Curiosamente, dopo aver dedicato dieci anni alla Tv dei ragazzi (e aver ricevuto anche l’incarico di Goodwill Ambassador UNICEF proprio per il lavoro con i bambini), nelle fiction recenti si ritrova spesso a interpretare il “cattivo”: antagonisti, personaggi ambigui, figure dure.

Negli ultimi anni ha anche cambiato città: non vive più a Roma, che definisce ormai troppo caotica, piena di traffico, rumore, aggressività. Come ha spiegato a NEPD, sente nostalgia di ritmi “più umani”, meno frenetici, e guarda con molta preoccupazione sia alla corsa quotidiana imposta dalla società, sia al tema dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici, che considera parte dello stesso “precipizio” verso cui corriamo tutti.

Mauro Serio, vita privata

L’attore è sposato ed è padre di due figli, Rocco e Nina. È legato a diverse città: Taranto, dove nasce; Trieste, dove muove passi importanti a teatro e dove incontra colleghi che poi ritroverà in tv; Roma, dove ha vissuto a lungo e dove ha cresciuto la sua famiglia prima della scelta di cambiare aria e rallentare.

Mauro Serio sui social

Coerente con la sua visione critica dell’iper-connessione e della frammentazione portata da smartphone e piattaforme digitali, Mauro Serio non ha canali social ufficiali. Il rapporto con il pubblico passa soprattutto attraverso i suoi lavori: spettacoli teatrali, fiction, partecipazioni televisive e, per chi è cresciuto con lui, il ricordo indelebile di Solletico, Carmen Sandiego, Giochi senza frontiere e Amici Mostri.

Annarita Faggioni

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